Visto che molti camminatori ci chiedono spesso consigli e chiarimenti sulla scelta delle calzature, ecco nero su bianco qualche consiglio utile per la scelta delle vostre scarpe da nordic walking. Occhio che non siamo delle “professioniste del piede”, in queste righe troverete solo qualche spunto derivante dalla nostra esperienza personale. 

Premettendo che non sono state studiate delle vere e proprie scarpe da nordic walking (anche se alcune marche che producono materiale per le attività outdoor ci stanno lavorando), molto dipende da quali siano i vostri obiettivi. In molti erroneamente collegano i bastoncini da nordic walking alle scarpe da trekking. Ma queste sono fatte per percorrere terreni impervi, spesso con carichi anche importanti sulle spalle; presentano una suola  rigida e generalmente un collo rialzato a protezione della caviglia, che invece per il nordic walker deve essere libera per poter lavorare al meglio. Le scarpe da ginnastica o da running invece vanno generalmente bene per iniziare a praticare il nordic walking: danno un buon sostegno al piede e permettono allo stesso tempo di effettuare in modo corretto la nostra rullata. (Attenzione però! Quando parliamo di “scarpe da ginnastica” non ci riferiamo a sneakers dalla suola liscia, ma a calzature studiate e strutturate per praticare attività sportiva!) Se pensate di camminare prevalentemente su sentieri cittadini o sulla battigia, questo tipo di calzatura fa al caso vostro. In commercio esistono una miriade di marche più o meno conosciute. Il nostro consiglio è di verificare al momento dell’acquisto che abbiano comunque una leggera scolpitura della suola e che, appoggiando il piede sopra la scarpa, il piede non “fuoriesca” lateralmente dalla suola. In tal caso dovremmo orientarci su una calzatura dalla pianta più larga. Considerate che con queste scarpe dovrete macinare parecchi kilometri (o almeno così ci auguriamo!), è importante che oltre che robusta e funzionale la nostra scarpa sia anche confortevole e che garantisca stabilità al piede!

Se invece ciò a cui aspirate sono sentieri campestri, dove c’è maggior possibilità di trovare erba bagnata, tratti fangosi o comunque tratti che potrebbero risultare scivolosi, allora è meglio orientarsi su una scarpa da trail running. “UNASCARPADACHEEE???” Il trail running non è altro che il podismo praticato in ambiente naturale. Le scarpe dedicate a questo sport garantiscono quindi sostegno ed elasticità sì, ma danno anche grande importanza alla suola, che deve garantire stabilità ad ogni passo nelle più diverse condizioni. Per questo oltre ad una scolpitura generalmente più marcata, vengono utilizzate mescole di gomma che garantiscono grande grip su (quasi) ogni tipo di terreno. 

Ed ora passiamo ad una delle vostre domande preferite: GORETEX SI o GORETEX NO? Dipende. Il goretex è una membrana utilizzata in diversi tipi di scarpe ed indumenti per l’outdoor che garantisce impermeabilità e traspirabilità. Scegliere di utilizzare calzature in goretex dipende anche qui dai tuoi obiettivi personali. Se conti di fare allenamenti relativamente brevi (diciamo sotto le due ore) e in terreno cittadino a mio avviso è una spesa che ti puoi evitare. In caso di maltempo, doccia calda all’arrivo e via. Se invece pensi di macinare tanti kilomentri, stando fuori anche parecchie ore e in tutte le stagioni, il discorso cambia. L’ideale sarebbe avere una scarpa in goretex per l’inverno ed una in tessuto traspirante per l’estate. Ma se vuoi un unico paio di calzature, io consiglio una buona scarpa in tessuto traspirante.E’ una scelta soggettiva. Personalmente preferisco avere una buona scarpa leggera che in caso di acqua asciughi rapidamente piuttosto che ritrovarmi coi piedi che si lessano sotto il goretx  quando fuori fanno 35°. Però, ripeto, in questo caso ognuno ha le sue preferenze! Ah, un’ultima nota per i neofiti: quando andate ad acquistarle, le scarpe in goretex sono contrassegnate dalla sigle GTX. 😉

Per concludere, ultimo ma non meno importante,  il DROP, questo sconosciuto! Il drop, o differenziale, è la differenza tra tallone ed avampiede a livello di intersuola. In parole povere quanto il tallone è rialzato rispetto alla punta del piede. La vecchia scuola sosteneva che le calzature dovessero avere un po’ di “tacco”; le nuove correnti di pensiero spingono invece verso il ripristino di una corsa ed una camminata il più naturali possibile, tramite scarpe dal differenziale minimo o nullo. Scarpe ad alto differenziale forniscono generalmente una maggior ammortizzazione e favoriscono una rullata tallone-pianta-punta; abbassando il differenziale la rullata viene leggermente “spostata” verso l’avampiede dando più reattività al passo. Cambia l’appoggio del piede, che dovrebbe essere più simile a quello nauturale e ridurre quindi i possibili infortuni a carico delle ginocchia.  Chiaramente al variare del drop cambiano anche la nostra postura e la dinamicità della nostra camminata. Ma allora chi ha ragione? Vecchia o nuova scuola? Tutti e nessuno. Ognuno ha la propria camminata, le proprie abitudini. Se per 30 anni avete camminato col tallone rialzato senza avere problemi, perché cambiare? Personalmente dopo aver provato scarpe a drop basso me ne sono innamorata, ma come dicevamo la scelta è assolutamente soggetiva. Il nostro consiglio è quello di provare tanti tipi di scarpe e trovare quelle adatte a voi. 

Scarpe da trail running vengono proposte oramai da quasi tutte le principali marche: Salomon, La Sportiva, Montura, Columbia, ma anche  Nike, Adidas, Brooks, Mizuno, Asics…andate per il mondo e scovate le vostre scarpe ideali!!!

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